Giornata della Terra

 

Giornata della Terra

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#Sapevatelo: il 22 aprile cade la “Giornata della Terra“, un appuntamento sconosciuto ai più sebbene si tenga già dal 1970… Quindi se la matematica non è un’opinione, oggi siamo alla 41° edizione.

Protocollo di Kyoto, Nucleare, Riscaldamento Globale, Effetto Serra, Sviluppo Sostenibile, Energie Alternative, sono termini che tutti hanno sentito ma su cui si fa ancora troppa confusione. E nella confusione come al solito non si combina niente

Oggi ne sentirete parlare anche di più, e l’invito rivolto a tutti è stato di fare qualcosa di simbolico, per quanto piccolo, per la Terra. Bella cazzata.

Diciamo le cose come stanno: siamo nella merda fino al collo. E distribuire cucchiaini per spalarla non so quanto possa aiutare.

Non servono grossi sconvolgimenti per metterci in ginocchio. Nessuno si rende conto di quanto sia delicato l’equilibrio che ci tiene in piedi su questa terra. Pensate a cos’ha combinato un vulcano sconosciuto ed impronunciabile, che si è messo a sputare cenere da un Paese piuttosto sfigato (Iceland come nome rende più dell’infelice traduzione italiana, e dice già molto… aggiungete che è quasi privo di alberi, che ha più zone vulcanico-geotermiche che abitanti, e che è stato il più danneggiato dalla crisi economica) sebbene uno dei pochi ad avere un’economia (soprattutto energetica) veramente sostenibile. Ali tarpate a due terzi d’Europa, e non solo per i turisti ma anche per le comunicazioni postali, il trasporto merci, il business. Il che significa un danno economico difficilmente calcolabile ma pure ingente. E tutto per qualche giorno di aeroporti chiusi. Non stiamo parlando di terremoti, di uragani o di tsunami. Solo uno dei mille e più vulcani attivi in un piccolo angolo di mondo che si è svegliato, e avrebbe potuto anche andare avanti per mesi.

Se solo il pianeta muove un mignolino per qualche secondo finiamo tutti a gambe all’aria. Abbiamo a che fare con forze che non possiamo minimamente concepire. Il terremoto in Cile di pochi giorni fa ha spostato l’inclinazione dell’asse terrestre, e così ha fatto anche il moto tellurico sottomarino che provocò lo tsunami nell’Oceano Indiano qualche anno fa. Katrina ha lasciato cicatrici ancora visibili a New Orleans, e non è stato uno dei peggiori come intensità. Siamo sicuri di voler giocare con un gingillo con un potenziale del genere?

Nessuno può immaginare quali forze si possano scatenare violando gli equilibri che consentono la vita su questa palla di terra e acqua. Non ci sono interessi privati o pubblici che possano giustificare indifferenza nei confronti della situazione. Capisco che è difficile in tempi come questi parlare di ecologia a chi fatica ad arrivare a fine mese. Ma ogni problema nasconde opportunità, e di opportunità per cambiare il nostro approccio e stile di vita oggi ce ne sono tante. Le tecnologie non ci mancano, le conoscenze nemmeno. Quella che manca è la voglia di cambiare.

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