24 anni spesi male

il "Sarcofago" del Reattore 4 di Cherobyl

il "Sarcofago" del Reattore 4 di Cherobyl

Oggi ne hanno parlato tutti, ovviamente. Sono passati 24 anni e ancora ricordo quando i telegiornali diedero le prime notizie. Non fu il giorno stesso e nemmeno quello successivo. Le autorità sovietiche minimizzarono in un primo momento gli effetti di quello che veniva definito ancora un “incidente” (e in effetti di incidente si trattava, dato che non fu un guasto ma un test a provocarlo). Furono gli Svedesi ad accorgersi della nube radioattiva, e a dare la notizia al mondo. Quello di Černobyl’ resta l’unico incidente di livello 7 (il più alto nella scala di gravità) in più di 50 anni di storia dei reattori nucleari. Non sto neanche a citare la quantità di numeri che circolano riguardo alle vittime (dirette e indirette) causate da quell’unico disastro. Anche perchè nessuno può sapere a quanto ammontino.

E’ vero, si sono fatti passi da gigante nella tecnologia rispetto a quei tempi. Ma passi da gigante li avevano fatti anche nel 1986 rispetto alla prima centrale entrata in funzione nel 1954, proprio in Unione Sovietica. E proprio 30 anni prima, sempre in Unione Sovietica, era avvenuto un incidente di livello 6. Ora, la tecnologia e la sicurezza si basano su percentuali. Non esiste una percentuale del 100% di sicurezza e proprio per questo si chiamano incidenti. Possono sempre capitare. E come è stato accertato, questo “incidente” è stato causato proprio da un test di sicurezza male eseguito.

Personalmente però, non è degli incidenti che mi preoccupo. E non voglio copiare il post a Susy!! 😉 Come chi è a favore del nucleare spesso fa notare, in Francia hanno un sacco di centrali e se succede qualcosa da loro ci andiamo di mezzo di sicuro. Ora, senza scendere in particolari matematici (le probabilità comunque aumentano se alle loro aggiungiamo le nostre), “ammesso ma non concesso” che esistesse una totale sicurezza di questi impianti, il problema non si risolve qui. Ammettiamo anche di non aver mai votato un referendum contro il Nucleare (e vorrei ricordare che i referendum non cadono in prescrizione)…

Quello che (quasi) nessuno dice sono gli altri insignificanti particolari che rendono l’energia nucleare obsoleta, e quindi un rischio inutile.

Tanto per cominciare, se iniziassero domani a costruire le prime centrali, sarebbero comunque pronte a produrre tra almeno 15 anni. E nel frattempo? Oltre a questo andrebbero individuati siti idonei (tanto per dire, l’unica regione con un rischio sismico sufficientemente basso è la Sardegna, e vorrei proprio sapere chi ci costruirebbe mai una centrale), studiato un progetto scegliendo tra le diverse tecnologie disponibili (siamo alla terza generazione di reattori, e ogni nazione ha sviluppato modelli differenti), organizzato un piano di smaltimento delle scorie (alzi la mano chi dormirebbe tranquillo sapendo che ci sono rifiuti che rimangono mortalmente inquinanti anche per decine di migliaia di anni, in mano a chi smaltisce i rifiuti in Italia) e stanziato i fondi necessari. Dopodichè consideriamo di quanta energia abbiamo bisogno…

Al momento l’Italia consuma circa 360mila GigaWattOra di energia all’anno. Con un picco massimo storico inferiore ai 60GW. Le centrali attualmente in funzione permettono la produzione fino a picchi di 98GW, quindi saremmo coperti abbondantemente come potenza di picco, anche in previsione futura. Ergo non ci serve energia in più. In realtà compriamo circa il 12% dell’energia totale da Francia e Svizzera ma spiegherò più avanti perchè. A tutti gli effetti non è una fregatura come vogliono farvi credere ma un affare.

Essendo coperti con il fabbisogno, perchè costruire centrali nucleari? Ufficialmente perchè non producono gas serra, e quindi per sostituire le centrali “termoelettriche” che bruciano carburante per produrre energia. Queste centrali forniscono il 73% dell’energia totale in Italia, il che significa una potenza totale attorno ai 44GW. Una centrale nucleare produce mediamente 1GW di elettricità. I conti si fanno in fretta: sono necessari almeno 44 reattori nucleari di nuova generazione per sostituire completamente la produzione elettrica di quelle a turbogas. Per fare un confronto, in Francia, unico Paese al mondo a coprire quasi interamente il suo fabbisogno energetico con il nucleare, hanno 58 reattori in 19 centrali, le più vecchie risalenti al ’75. E milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi di tipo minerario sono stati utilizzati abusivamente proprio in Francia per costruire strade, abitazioni e persino scuole.

E sapete perchè compriamo elettricità dalla Francia? Perchè non sanno cosa farsene e ce la tirano letteralmente dietro. Una centrale a fissione è costretta ad un regime pressochè costante e continuo di produzione dell’energia. Il che significa che di notte, quando nessuno la usa, tutta quell’elettricità non viene utilizzata. Così noi la compriamo a prezzi stracciati, la usiamo per pompare durante la notte l’acqua nelle dighe da dove poi la utilizzeremo di giorno per far fronte al picco richiesto. Che è l’unico modo per immagazzinare l’energia: ritrasformarla in potenziale gravitazionale. Trovate che sia conveniente costruire nuove centrali, aumentare l’incidenza di tumori nella popolazione circostante (come è stato provato scientificamente), dipendere dalle forniture di uranio arricchito (estere), smaltire tonnellate di scorie ogni anno, invece di comprare una piccola quota di energia dalla Francia che non sa cosa farsene? Magari ci sono altri interessi in ballo, voi che dite?

Sempre evitando di parlare di luoghi comuni e dei rischi del nucleare, vorrei proporre un’alternativa. Tanto per essere costruttivi, anche se forse non molto originali. Si chiamano energie rinnovabili. In realtà non sono proprio rinnovabili, ma almeno non consumano nient’altro che i materiali di costruzione, e invece di estrapolare energia (chimica o fisica) da materiali esistenti, si limitano a trasformare in elettricità energie già esistenti in natura. A parte l’idroelettrico, già ampiamente sfruttato in Italia, sono essenzialmente tre: il Sole, il Vento e il Geotermico.

Il Sole può essere sfruttato passivamente (immagazzinando il calore che fornisce quotidianamente) o attivamente (con i famosi pannelli fotovoltaici), il Vento produce energia facendo ruotare enormi pale collegate ad una dinamo un po’ più grande di quella della vostra bicicletta, e il Geotermico sfrutta il pianeta stesso come serbatoio di calore, in modo diretto o indiretto. Con una semplice combinazione di queste 3 energie è possibile coprire l’intero fabbisogno (non solo italiano ma mondiale) senza ricorrere allo sfruttamento di nessun tipo di combustibile. E non parlo solo di elettricità ma anche del riscaldamento di casa vostra. Con un meccanismo simile a quello di un climatizzatore d’aria, è possibile sfruttare l’energia geotermica per scaldare casa vostra, usando nel contempo pannelli fotovoltaici per l’autosufficienza elettrica e l’eolico per coprire le punte di consumo. Considerate che tali picchi si registrano d’estate quando accendiamo l’aria condizionata, ma proprio d’estate la produzione di fotovoltaico è massima. In pratica useremmo la stessa energia che ci scalda per raffreddarci.

E’ vero che una centrale nucleare non produce direttamente gas serra… ma ha un rendimento molto basso: solo il 30-35% del calore sviluppato da una centrale nucleare viene trasformato in energia elettrica, contro il 50-55% di una centrale a turbogas, il che significa che il 65-70% del calore emesso dalla reazione va disperso in qualche modo. Nel caso specifico, sempre utilizzando la Francia come termine di paragone, il 57% dell’intero fabbisogno d’acqua in oltralpe viene utilizzato per il raffreddamento dei loro reattori. E l’acqua che evapora nel processo di raffreddamento è il 22% del totale consumato in tutta la nazione.

A qualcuno viene ancora in mente un buon motivo per produrre energia elettrica in questo modo?

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  1. Del fatto delle alternative se n’è parlato spesso.. leggevo proprio qualche mese fa su Wired di questo signore (purtroppo non mi ricordo il nome accidenti) che in Emilia Romagna (mi pare) ha costruito un’intera fattoria che sfrutta energia solare e geotermica, senza attaccarsi all’Enel (in un anno aveva già coperto i costi di conversione), e di un altro architetto che sempre qui in Italia sta costruendo un quartiere che sfrutta lo stesso tipo di energia.
    A quanto pare il costo di conversione degli impianti è quasi proibitivo, ma alla lunga conveniente. Il problema è che la gente non rischia, figuriamoci..

    Un’altra cosa che mi son chiesta spesso, dovendoci andare spesso per l’università: ma a Trieste non ci sono centrali eoliche? Con tutto quel vento..

    • Chi ha ampie superfici da coprire (allevatori, coltivatori, magazzini) ha un potenziale enorme da sfruttare. C’è un artigiano che ha ricoperto il suo capannone di pannelli, produce energia in sovrabbondanza e così ha riconvertito anche il suo furgone con un motore ad idrogeno, che si ricarica utilizzando proprio l’energia dei pannelli. Il geotermico sarebbe praticamente a costo zero, servono solo un paio di pompe che possono tranquillamente essere alimentate dal fotovoltaico per avere acqua calda gratis. Le tecnologie ci sono, se venissero sfruttate in modo più massiccio la produzione di massa diminuirebbe i costi. Quella che manca è la cultura del risparmio energetico. Perchè estrarre energia chimica o fisica dal petrolio o dall’uranio quando ogni giorno ce ne arriva tantissima GRATIS che potremmo semplicemente convertire o immagazzinare? Preferite spendere un po’ meno sulla bolletta o non pagarla proprio?

      • Io preferirei non spendere ovvio. E’ certo però che ora come ora non avrei neanche i soldi per fare la conversione ad un diverso tipo di energia.
        Se però lo stato invece di buttare i soldi in tante cavolate facesse un progetto ben pensato forse le cose potrebbero andare meglio per tutti..

    • Ovvio che non sia questo il momento di investire in questo tipo di tecnologie, almeno non per noi comuni mortali. Ho solo voluto illustrare le alternative, che sì sono più costose di una centrale nucleare (che costerebbe “solo” sui 3 miliardi di euro), ma anche costruendo centrali dobbiamo ancora pagare la bolletta dell’elettricità e del gas…

  1. 16 marzo 2011

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