Vero come la finzione

Vero come la finzione

Vero come la finzione - 2006

E’ il sogno di chiunque abbia manie di protagonismo, l’incubo di chiunque soffra di paranoia. Essere al centro di qualcosa, l’eroe di una storia, immortalato in un’opera letteraria.

Laddove mi aveva deluso The Truman Show, è riuscito in pieno questo film molto meno conosciuto, ormai “vecchio” per una recensione (è infatti del 2006), che avevo già visto quando uscì e che mi sono gustato anche in lingua originale tanto per scremare i meriti dell’ottimo doppiaggio. Da The Truman Show eredita il concetto primario: la vita di una persona comune divenuta oggetto di una storia da pubblicare, e la scelta di un attore comico, dalla spiccata mimica facciale, come protagonista drammatico. Will Ferrell è Harold Crick, abitudinario agente del fisco con la mania ossessivo-compulsiva di contare tutto e di mantenere l’ordine, un’esistenza che rispecchia il clichè della banalità. Ma una mattina, nella sua testa Harold sente una voce, che racconta di lui e del suo orologio da polso. Un individuo banale, razionale e preciso che un giorno inizia a sentire la voce narrante della propria vita in terza persona, onniscente. Una voce che, mentre Harold è impegnato a risistemare il suo orologio da polso andato in tilt, con nonchalance gli fa sapere che presto morirà. Ecco una bella serie di eventi che sconvolgono la sua esistenza: la voce, l’annuncio, e non ultimo l’orologio da polso che viene puntato 3 minuti avanti.

Uomo banale, reazione banale: chiede aiuto ad una psichiatra che ovviamente lo etichetta come schizofrenico, gli consiglia di prendere farmaci e gli assegna un esperto di letteratura, impersonato da un Dustin Hoffman professore geniale, che mangia o beve continuamente e ha senza dubbio le battute migliori del film. Nel frattempo l’intreccio si complica: l’autrice della storia/vita di Harold è al nono romanzo, nei precedenti otto ha sempre ucciso il protagonista, e ha il blocco dello scrittore. Non sa come far fuori credibilmente e in modo letterariamente accettabile il nuovo protagonista, e viene quindi affiancata da una editor/assistente. Una stupenda Maggie Gyllenhaal è un’angelica fornaia tatuata da sottoporre a verifica fiscale; un bambino riceve in regalo una bici nuova; una donna trova lavoro come autista di autobus.

Cercando di non spoilerare: il decesso imminente presagito dalla voce si avvicina a grandi passi, chiaramente la sua vita è al centro di una tragedia, e non c’è niente che lui possa fare per evitarlo, nemmeno chiudersi in casa. Qual è quindi l’unica cosa da fare quando stai per morire? Imparare a vivere davvero… almeno fino all’incontro con il suo Dio personale: l’autrice del libro.

Ma Harold si rassegna al suo destino ed è disposto a sacrificare la sua vita. Se foste una Lachesi con in mano il filo della vita di quest’uomo, o una Atropo, forbici alla mano, e doveste tagliare il filo, ve la sentireste, umanamente? Quando la grandissima (ok, mi ripeto, ma ci sono pochi interpreti e sono tutti scelti e diretti molto bene) Emma Thompson scopre di avere tra le mani la vita di una persona vera, un uomo disposto a rinunciarvi perchè il libro abbia la grandezza che merita, avrà o no il coraggio di recidere il filo?

Un film commovente e divertente, ricco di intuizioni geniali, che accosta momenti di leggerezza ad inaspettata profondità. L’ineluttabilità di morte e tasse, l’ironia del nostro destino, e forse il concetto chiave: le cose che meritiamo di più sono quelle cui siamo disposti a rinunciare.

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  1. Sembra molto bello!
    Mi ricorda molto un romanzo che ho letto al liceo, “Il mondo di Sofia”. E’ la storia di questa bambina, che puntualmente riceve delle lettere, che pian piano le spiegano la storia della filosofia, mentre la sua stessa storia prosegue.. Non si capisce però se sia essa stessa un personaggio, o meno, fino alla fine.. che ovviamente non ti racconto! Te lo consiglio molto visto che sembra la stessa linea del film.

    PS Ma veramente non ti è piaciuto The Truman Show? A me è piaciuto tantissimo!

  2. non è che non mi sia piaciuto TTS; tuttavia mi aspettavo molto di più. E’ stato un bel film, ma poteva essere un capolavoro. Invece hanno puntato secondo me troppo su Jim Carrey e meno sulla profondità della trama.
    Questo film riprende un po’ di più l’idea ma più che sul sospetto, la lotta e la fuga punta sulla psicologia dell’uomo che non è più in grado di controllare il suo destino e finalmente inizia a vivere. Paradossalmente sembra altrettanto banale, ma il modo in cui viene affrontata la cosa lascia molti spunti di riflessione.

  3. Mi hai incuriosito, lo guarderò. The Truman Show è piaciuto anche a me, ma le tue critiche sono molto giuste.

    • a me non danno percentuali, quindi puoi pure scaricartelo o guardartelo in streaming 😉

  4. Ok mi vergogno ç_ç non ho visto nemmeno The Truman Show ç_ç *misera tapina*

    • puoi sempre rimediare… lo trovi a poco in videoteca e gratis su internet!! XD

      • Ok mi impegnerò a guardarlo U_U

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