Lettera aperta all’On. Ignazio La Russa (diciamolo)

Onorevole La Russa,

vorrei chiedere scusa a lei e ai suoi colleghi parlamentari perché in quanto studente mi sento in dovere di prendere le distanze da quanto è avvenuto il 14 dicembre durante le manifestazioni contro il Governo, a Roma. Vorrei poter chiedere scusa a tutta l’Italia per quanto avvenuto, e anche se non ero presente mi sento corresponsabile a causa della rabbia che anch’io provo nei confronti di chi viene legittimato da un voto di fiducia a prendere decisioni sulla mia vita -che io non condivido- senza prendersi il disturbo di ascoltare cosa ne penso, anzi ignorando quella che è una protesta trasversale (io ad esempio non sono mai stato di sinistra, ma non posso certo identificarmi con quello che voi chiamate “centrodestra”).

Vorrei chiedere scusa, e condanno i comportamenti di coloro i quali hanno danneggiato cose e soprattutto ferito persone che erano lì per fare il loro mestiere;  persone che sicuramente avrebbero preferito essere altrove, alcune delle quali probabilmente avrebbero ingrossato le fila della protesta, se avessero potuto (ma non certamente in modo violento). In quanto studente mi vergogno di appartenere alla stessa categoria di quelli che cavalcando l’onda hanno compiuto atti indegni e criminali.

Durante la puntata di AnnoZero ho sentito accuse di colpevolezza lanciate da lei verso gli studenti e dagli studenti verso la classe politica (si è parlato di quindici anni di riforme, e per quanto Berlusconi abbia governato per gran parte di questi anni non è stato l’unico a tagliare sull’istruzione) ma il concetto di colpa per come lo intendo io ritengo funzioni soltanto con i bambini o nelle aule di tribunale. Io preferisco parlare di responsabilità.

Ebbene, io chiedo scusa per il mancato rispetto nei confronti delle istituzioni, delle leggi e delle forze dell’ordine: per quanto sbagliare sia umano ed un giovane sia più incline a commettere errori rispetto ad un adulto, non ci sono scusanti. Siamo studenti, e viviamo per imparare. Siamo giovani, e dobbiamo prendere esempio. Le chiedo quindi: da chi dovremmo imparare questo rispetto nei confronti di istituzioni, leggi e forze dell’ordine? Chi dovrebbe essere il nostro maestro di vita democratica? Oggi più che mai sentiamo ripetere da chiunque in entrambi gli schieramenti che “non si prendono lezioni da chi sta dall’altra parte perché non sono migliori di noi”. Il Presidente del Consiglio ha guai giudiziari che non gli permetterebbero a tutt’oggi di entrare in polizia, eppure ha nominato il Ministro degli Interni per quattro governi. Lo stesso Berlusconi a sua volta non prende lezioni di legalità da Fini che ha in sospeso questioni poco chiare a Montecarlo. Due dei principali esponenti della Lega Nord hanno condanne in via definitiva per reati penali. Nel centrosinistra non sono certamente in situazioni migliori (mi creda: so bene come funzionano le cose nelle regioni governate dal PD: vivo in Emilia Romagna e non sono certo soddisfatto di come vanno le cose da queste parti) e nemmeno al centro ci sono grossi esempi di integrità morale. Non mi accusi di faziosità perché ho fatto nomi solo nel suo schieramento: ritengo semplicemente che i vincitori siano più portati ad essere presi come esempio, e quasi sempre è uscito vincente il centrodestra, quindi mi rivolgo a voi. Se e quando si ripresentasse l’occasione di fare lo stesso discorso al centrosinistra potrò essere anche più dettagliato, conoscendo molto bene la situazione nel mio territorio.

Lungi da me dare la colpa alla “società” per la situazione che si è venuta a creare. Anche perché come ripeto il concetto di “colpa” è associato ad un capro espiatorio e un po’ troppo comodo. Parlo sempre di responsabilità, e ognuno dovrebbe assumersi le proprie. Personalmente, mi assumo la responsabilità di non essere ancora in grado di definirmi autosufficiente economicamente, di non aver concluso la mia carriera universitaria in tempo e di aver votato per Berlusconi per ben due volte pensando che fosse il meno peggio. Mi prendo la responsabilità per una violenza che non ho causato direttamente, ma che con la mia lotta politica posso aver in qualche modo fomentato (anche se non è che il mio blog sia molto seguito, e non lo aggiorno da mesi). Vorrei altresì che qualcuno si prendesse la responsabilità di fare da guida a noi giovani, perché al momento il convento passa ben poco.

Quanto a rispetto delle istituzioni, abbiamo un Presidente del Consiglio dei Ministri che attacca la Magistratura, la quale a sua volta lo ha visto protagonista in almeno una ventina di procedimenti; un partito di maggioranza che attacca il Capo dello Stato e la Costituzione; un partito di opposizione che accusa di regime il Governo; una legge elettorale che permette la nomina di condannati in via definitiva come parlamentari, senza alcun diritto all’elettore di scegliere una preferenza, e che venne definita una “porcata” dal suo stesso firmatario; e potrei proseguire ben oltre, ma direi che anche fermandosi qui la lista non è degna di un Paese civile.

Per quel che riguarda il rispetto delle leggi, direi che avendo più di venti legiferanti che le leggi le hanno infrante (e per questo condannati in via definitiva), e dopo aver assistito ad indulti, decreti svuota-carceri, depenalizzazioni, legge Alfano, Legittimo Impedimento e via dicendo, forse la situazione è anche peggiore.

Infine, se il Ministro dell’Interno protesta contro la scarcerazione degli studenti arrestati per i disordini a Roma, mi chiedo come mai lui controlli la Polizia dopo aver subito una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il che rappresenta un ottimo esempio di mancanza di rispetto verso le forze dell’ordine. Senza contare che le stesse forze di polizia hanno protestato più volte per la mancanza di fondi, e per quanto possa fungere da deterrente la presenza dell’Esercito per la sicurezza dei cittadini, Le ricordo che per definizione le forze militari servono per combattere nemici esterni allo Stato: l’utilizzo dell’Esercito all’interno dei confini è tipico delle guerre civili e delle dittature, quando appunto il nemico dello Stato è parte dello Stato stesso. Spero vivamente che nessun Governo di questo paese arrivi mai a considerare dei cittadini che protestano come nemici dello Stato: dato che da quando ho facoltà di voto non mi sono ancora trovato d’accordo con nessuno degli esecutivi in carica non vorrei finire sugli Appennini a fare il partigiano contro una seconda Repubblica di Salò.

Ringraziandola per l’attenzione, le faccio i miei auguri per le festività natalizie ed un in bocca al lupo per le riforme (sperando che non siano solo tagli e che non venga imbavagliata la Giustizia, da uomo di Destra).

In fede.

Vittorio Gherardi.

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  1. Preferirei lui al posto di La Russa. Decisamente.

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