Archivio per aprile 2011

Più PIL per tutti

Bob Kennedy

Robert Kennedy

«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta»

Questo pensiero moderno e rivoluzionario risale in realtà al 1968: si tratta della traduzione di un discorso di Bob Kennedy (fratello del più celebre JFK, del quale condivise la fine: assassinato anch’egli, solo pochi mesi dopo averlo pronunciato) alla Kansas University. Continua a leggere

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Mr. B. e la corruzione differita

E' lui o non è lui Mr. B. ?

E' lui o non è lui Mr. B. ?

L’avvocato Donald David Mackenzie Mills, britannico, marito dell’ex ministro della cultura (in carica ai tempi in cui faccio riferimento, poi costretta alle dimissioni) del governo Blair dal 2001 al 2007, è diventato un personaggio molto popolare anche nel nostro Paese a partire dalla fine del 2005, quando vennero rese pubbliche le indagini relative alla sua presunta corruzione quale testimone chiave in due processi a carico del Premier. Nel febbraio del 1998, infatti, pare che Berlusconi abbia pagato almeno 600mila dollari a Mills, tramite il manager (ora defunto) Carlo Bernasconi, in cambio di una testimonianza già resa e una ancora da fornire, che egli stesso definisce quantomeno reticenti e piene di omissioni. La prima risalente al ’97 nell’ambito di un processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e ad un finanziamento di 10 miliardi di lire dalla società All Iberian (proprietà di Berlusconi) a Bettino Craxi; la seconda al processo All Iberian, in relazione al metodo che pare avesse Fininvest per gonfiare i diritti televisivi attraverso passaggi di proprietà tra società dello stesso proprietario a prezzi sempre maggiori, in modo da frodare il fisco (reato per cui è in corso un altro processo, sempre a carico del nostro Presidente del Consiglio).

Quando il fisco inglese scoprì che Mills non aveva mai pagato le tasse su quei 600mila dollari, e gliene chiese la provenienza, lui scrisse una lettera al suo commercialista, spiegandogli a grandi linee la situazione e chiedendogli lumi sul da farsi. Ma ahimè in Inghilterra la frode fiscale viene trattata in un modo che a noi potrebbe sembrare paradossale: infatti è lo stesso commercialista a denunciare Mills al National Criminal Intelligence Service (NCIS, ma non quello dei telefilm: è l’antiriciclaggio britannico). A questo punto anche la procura di Milano viene a sapere Continua a leggere