Archivio per gennaio 2016

Andava tutto bene.

Andava tutto bene.

La vedevo sorridente, sembrava felice. Piena di progetti, di sogni. Carica di motivazioni. Ma era un’illusione.
E quando un’illusione crolla, non importa quanto non fosse reale. Il dolore che segue ti riporta con forza alla realtà. Ma ancora non sapevo quale fosse, la realtà.

Ingenuo credevo che mi amasse, ingenuo credevo che stesse davvero male per le medicine, e che non volesse ferirmi. Ingenuo credevo che davvero fosse colpa mia, che non fossi abbastanza stabile e solido da reggere quell’impatto emotivo.
Ingenuo credevo che quell’ignorarmi su Twitter fosse per evitare di farmi soffrire. Ingenuo credevo che provasse ancora qualcosa per me.

Ma l’ingenuità non è così cieca. L’ingenuità non dura per sempre.
E arriva il giorno in cui il mondo inizia a crollarmi addosso. Conversazioni, fotografie scattate ad Urbino, allusioni, dichiarazioni che non potevano essere indirizzate a me. Coincidenze di orari. Di date. Mi si riversa addosso una ricerca non richiesta, degna di un investigatore privato.
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Quel weekend di fine ottobre non era rimasta a casa a studiare, ma era con qualcuno. Qualcuno di sposato, di cui non conoscevo il viso e il cui nome avevo visto di sfuggita nel mare di Twitter. Qualcuno che aveva incontrato poco prima di lasciarmi, mentre io rimanevo ad attenderla in chat per ore, qualcuno che con quell’incontro l’aveva cambiata per sempre.

Ma le prove non sono sufficienti per farla confessare. Anzi, se ne fa beffe, come se fossero solo coincidenze. Inscena una tragedia da Oscar sul diritto alla privacy. E poi, il blocco totale. Non la posso più leggere ma soprattutto non le posso più scrivere. Separato da un muro, mi ritiro sconfitto. Ma è solo questione di tempo prima che mi arrivino nuove voci, nuovi messaggi.
Accuse lanciate come frecce infuocate verso di me, al di là del muro oltre cui non posso rispondere. Accuse di essere privo di empatia, accuse di non aver rispettato le sue decisioni, accuse di non aver accettato i suoi cambiamenti.
Ma quali cambiamenti?
I cambiamenti d’umore o d’amore? Sempre più corroso dai dubbi, sguinzaglio di nuovo il segugio, e di nuovo mi arrivano valanghe di indizi, strane coincidenze, combinazioni di orari. Sempre con lui. Sempre con quell’uomo dal volto nascosto.

E non solo: scopro che l’aveva aggiunto su Twitter mesi fa, prima lui e poi tutta la sua cerchia di amici… tranne la moglie. Come per circondario e metterlo in trappola. E scopro che già ad inizio settembre flirtava con lui. Fingendo che io non esistessi, si dichiarava una Penelope alla ricerca di qualcosa di impossibile.
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Scopro che hanno scattato la stessa foto allo stesso panorama di Urbino, da un punto che conoscevo vicino a casa di lei. Un punto che solo lei poteva mostrargli. Prima lui, e 3 settimane dopo lei. Con la didascalia “Come Back”.
Scopro che lei sogna un uomo elegante, con le vene delle mani che spuntano dai polsini della camicia, dalle cui labbra ha assaggiato il caffè che non poteva bere dalle mie. Che la ispira a scrivere e a fotografare. Con fili argentati tra i capelli. Che le fa venire l’acquolina in bocca. Amante del bondage. Non potevo essere io, quello. Quindi, chi altri?
Scopro che tutto il nostro passato è farcito di bugie. Che tutte le sue accuse servivano a coprire le sue colpe. Che tutte le scuse servivano ad allontanarmi da lei per non scoprire la verità.

Capisco perché passava tutto quel tempo al telefono, anche quando stavamo insieme. Capisco perché era così impegnata quella sera da non farmi gli auguri di compleanno, finché non sono stato io a farglielo notare. Capisco perché il suo biglietto di auguri sembrava più un addio.
Capisco che la sofferenza per cui mi aveva lasciato era in realtà senso di colpa. O almeno lo spero, perché l’alternativa è ancora più dolorosa. Scopro che anche prima di lasciarmi fingeva che non esistessi, ostentando una vita da single su Twitter mentre passava le giornate a scrivermi su Telegram e i weekend a fingere di amarmi. Scopro che mi leggeva anche mentre ero bloccato, nonostante dichiarasse il contrario. Scopro che ha avuto una paura fottuta quando ho aggiunto la moglie di lui su Twitter e ho iniziato a parlare della mia storia con una sua amica.
Scopro che mentre mi accusava di non darle libertà, si sentiva libera di flirtare con un uomo sposato. Scopro che mentre mi accusava di non preoccuparmi dei suoi sentimenti, lei ignorava i miei, cacciandomi dalla sua vita senza spiegazioni e senza rimorsi. Scopro che mentre mi accusava di invadere la sua privacy, lei invadeva la mia seminando accuse nei miei confronti. Scopro un sacco di cose, o almeno le intuisco.
Scopro tutto questo e capisco con che persona avevo a che fare. Scopro tutto questo, e i pezzi del puzzle si ricompongono mentre quelli del mio cuore si fanno sempre di più e sempre più piccoli. Scopro che non ci si può fidare nemmeno delle più grandi certezze. Scopro che non importa quanto ami una persona, quanto fai per lei, quanto tempo le dedichi. Non importa se la fai sentire felice come non era mai stata prima. Prima o poi si stancherà di te, e cercherà un giocattolo nuovo. Scopro che non importa quanto rispetti le sue scelte, le sue decisioni, la sua libertà, le sue idee. Quando sarà il momento non avrà per te né rispetto né sincerità.

E mentre metto insieme le mie scoperte, mi telefona. Sento la sua voce per la prima volta dopo più di 3 mesi. Nemmeno per lasciarmi si era presa il disturbo di telefonare, le era bastato un messaggio su Telegram. Ma per dirmi che è stata lei a cercarlo e non devo coinvolgere gente sposata, sì. Alza la cornetta e mi chiama. E non una volta sola. Dice che è colpa sua, che devo lasciarlo stare. Di nuovo mi accusa di esagerare, di modificare la realtà. Che quel weekend in cui sono spariti e ricomparsi insieme più volte, a distanza di pochi minuti, con lui di ritorno sull’autostrada da Pesaro a Bologna la domenica sera, lei era dai genitori. Che lui non era in Abruzzo, vicino a lei, per le feste di Natale. Ma non una parola per spiegare le altre incongruenze. Solo il giuramento che sta male, e non può avere relazioni con uno sposato nelle sue condizioni. Ma non mi interessa, io volevo solo sapere la verità su di me. Spero per lei che sia così. Se invece non è così, qualcuno forse dovrà prendersi le sue responsabilità.

Ora la faccenda per me è chiusa. Lei ha scelto di rendere privato il profilo e di dirmi addio. E così io rendo pubblica la mia storia, dal mio punto di vista.
Almeno per quello che ne so.