Archive for the ‘ Costume e Società ’ Category

Dott. Ing. Fescion Bloggher

I fashion blog visti da un Ingegnere...

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Chiediamo scusa

Chiediamo scusa

Chiediamo tutti umilmente scusa

Oggi 23 maggio cade il 18° anniversario della strage di Capaci. Abbiamo accusato per anni autori materiali e mandanti di aver piazzato quei 500kg di tritolo per assassinare un eroe dei nostri tempi, per eliminare un paladino della giustizia con la sua scorta. Io stesso passando per quel tratto di autostrada che collega Palermo all’aeroporto (dedicato indegnamente proprio a Falcone e Borsellino, ma ora che si sono ravveduti potranno intitolarlo Franco & Ciccio) all’altezza dello svincolo per Capaci, ho avvertito un peso sul cuore ricordando quel giorno. Abbiamo sbagliato tutto.

Grazie al Governo che ci ha aperto gli occhi, ora sappiamo che Falcone, così come Borsellino ucciso poco dopo, era in realtà un farabutto che ha violato ripetutamente la privacy di poveri mafiosi che così sono stati arrestati ingiustamente. Nessuno li ha fermati, e così hanno dovuto farli saltare in aria, tutti e due, assieme alla loro scorta, per il motivo esattamente opposto a quello che pensavamo: erano stanchi di intercettazioni ingiuste e hanno fatto loro, i mafiosi, giustizia.

Ricordiamo quindi questo giorno come il giorno in cui finalmente la Giustizia ha trionfato sui soprusi della magistratura, che ahimè non ha ancora imparato la lezione e in certi casi continua ad accanirsi contro chi delinque in questo modo indegno. E’ ora di finirla!!

Non è un Paese per vecchi

Età dei premier in EuropaOggi esageriamo. Di solito il pensiero laterale in questo blog passa dall’argomento A all’argomento B. Stavolta aggiungiamo pure un argomento C.

In Gran Bretagna hanno appena eletto un nuovo Primo Ministro. Un conservatore, uno di destra, dopo quasi 2 decenni di sinistra al potere. David Cameron ha 43 anni. Nella stessa nazione, Tony Blair divenne premier nel 1997 a 44 anni, e andò in pensione 10 anni dopo, a 57. In Italia negli ultimi 16 anni si sono succedute al potere due persone: Silvio Berlusconi (classe 1936) e Romano Prodi (classe 1939). Tra Berlusconi e Cameron ci sono 31 anni di differenza. Tra il nostro Presidente del Consiglio e la media dei colleghi europei la differenza è di 21 anni. Un’intera generazione.

Tralasciando il problema etico su quanto possa essere interessato al futuro del Paese un uomo di 74 anni, mi chiedo quale visione abbia del mondo moderno un uomo che ha un anno in più di mia nonna, considerato che mia nonna non sa nemmeno usare il cellulare.

Una differenza di 21 anni significa un gap generazionale simile a quello che c’è tra me e mia madre. O tra lei e la sua. Come se vi foste trovati vostro padre in classe con voi a scuola. O vostra madre cubista in discoteca.

Ebbene, proprio come mia nonna anche il nostro premier pare non abbia molta confidenza con internet: oggi in una conferenza stampa internazionale, assieme al presidente egiziano Mubarak, ha confuso Google con Gogol. Continua a leggere

Lacrime e sangue. Mai blu.

Stipendio medio annuo dei Parlamentari in Europa

"Caro" Onorevole...

La responsabilità delle nostre scelte, si paga. Abbiamo scelto per i nostri rappresentanti uno stipendio doppio rispetto alla media europea. Abbiamo scelto di rifinanziare le missioni in Afghanistan. Abbiamo scelto di non risolvere i problemi economici del nostro Paese.

Abbiamo scelto questo, abbiamo scelto chi ha scelto per noi, o abbiamo scelto di non scegliere. Per cui, come succede con l’8×1000, qualcun altro ha scelto in nostra vece. Non fa differenza.

I parlamentari italiani devono per forza ricevere più soldi degli altri, perchè sono più inclini ad essere corrotti. Si spera che 144mila euro all’anno siano sufficienti per campare. Si spera. Ma cosa si sa? Si sa che l’avidità non si accontenta. Mai. Si sa che più si prende e più si chiede, quindi anche per corrompere un parlamentare italiano evidentemente serve di più che per uno spagnolo. Ovviamente, i soldi che vengono usati per favori, bustarelle et similia vengono dalle stesse tasche da cui vengono quelli per lo stipendio. Continua a leggere

Il troppo stroppia

Esiste un “troppo” per i diritti civili? Ci può essere troppa uguaglianza? Ci può essere troppa giustizia? Ci può essere troppa libertà?

Suona un po’ come la scusa più ridicola per mollare qualcuno: ti amo troppo.

Eppure, il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni ha dichiarato che in Italia c’è troppa libertà di stampa. Così tanta che siamo finiti al 72° posto nel mondo, con i dati del 2009. Se passano gli ultimi ddl (ad esempio quello che costringe i blog come questo a smentite o rettifiche entro 48ore dalla richiesta, rischiando una multa fino a 12mila euro per inadempienza) dovremmo perderne ancora qualcuno.

Direi che la frase si commenta da sola. Abbiamo troppi diritti. Dovremmo rinunciare a qualcuno perchè come ben sappiamo è più facile vivere quando per la tua sicurezza la gente muore in carcere senza responsabilità esterne (e non uno ogni tanto, ma più di 20 solo quest’anno). E’ più bello vivere in un Paese in cui il diritto di passeggiare per la strada coincide con il diritto di essere manganellato dalla polizia. Vuoi mettere il gusto di vivere in un Paese in cui ti tocca farti salassare pur di avere il tuo stipendio, facendo contemporaneamente lo sciopero della fame, e vieni cagato solo quando finalmente schiatti e passi pure per un’idiota con manie di protagonismo? Una ridente nazione i cui governanti disertano in massa i funerali di una donna che ha dato la propria vita per riconoscere un diritto, ma non esitano a mostrare il loro sorriso stranamente orizzontale accanto alla sofferente vedova per l’ultimo saluto ad un grande dello spettacolo.

Troppa gente può dire la sua, troppe persone cercano di far venire a galla la verità. Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue (cit.) ma dalle nostre parti le opinioni nascono dalle palle che ti raccontano, e quindi sarebbe meglio se avessimo tutti la stessa. Tanto per non contraddire chi ci rappresenta politicamente,  e magari fargli fare brutta figura.

La cultura dell’Alibi

La cultura dell’alibi è una delle cose che personalmente mi fanno innervosire maggiormente nel modo di pensare comune. Forse la più fastidiosa.

Sentirsi superiori al fallimento, estranei all’errore e non prendersi mai responsabilità per le nostre azioni.

Il fallimento, l’errore, sono normali. Sono umani. Non ammettere l’errore, non accettare i fallimenti, non riconoscere le sconfitte invece, non solo non corregge lo sbaglio ma da per scontato che non verrà mai risolto il problema. Non migliora la situazione e non ci migliora come persone. Come bambini, raccontiamo bugie per giustificare i nostri sbagli in primis con noi stessi.

Cerchiamo di impegnarci, un passo per volta, per vedere, riconoscere e ammettere quando pisciamo fuori dal vaso. Finché continueremo a costruirci alibi, non riusciremo neppure a conoscere noi stessi, non impareremo quali sono i nostri limiti ma nemmeno le nostre potenzialità. Senza queste conoscenze seguiteremo a fallire, a giustificarci, e a perseverare nelle nostre sconfitte. Figure di merda incluse.

Viva la mamma

L'embrione che non ha avuto più fan di Emma Bonino

L'embrione che non ha avuto più fan di Emma Bonino

Un po’ in ritardo ma ancora entro il limite massimo: 9 maggio festa della mamma.

Com’è consuetudine invece di parlare di mamme pensavo di parlare di non-mamme, ovvero di aborto. Ma sempre come è mia consuetudine non volevo schierarmi nè pro nè contro (anche se la mia idea ce l’ho). Quindi nell’indecisione mi schiero contro le posizioni della Chiesa.

La Chiesa ovviamente è contro l’aborto, e lo posso capire. Oltre alla questione etica, c’è anche chi dice che al clero facciano comodo gli orfanotrofi, dato che portano soldi e sesso. Battuta infelice ma che ho trovato cinicamente, tristemente fin troppo aderente a certe realtà.

Quello che mi chiedo io è: se condannate le “mamme” come assassine perchè tolgono la vita ai feti che portano in grembo, perchè nessuno ha mai pensato di battezzarli? Se questi feti sono creature senzienti, e se i miei spermatozoi sono esseri viventi, allora pretendo che vengano battezzati uno ad uno con una speciale raccolta di kleenex da masturbazione, e pretendo che ci sia un prete che dia battesimo ed estrema unzione ad ogni feto che viene abortito. Se non vi preoccupate della vita eterna dei miei girini, non vedo perchè dobbiate intromettervi sul loro diritto ad una vita terrena.