Più PIL per tutti

Bob Kennedy

Robert Kennedy

«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta»

Questo pensiero moderno e rivoluzionario risale in realtà al 1968: si tratta della traduzione di un discorso di Bob Kennedy (fratello del più celebre JFK, del quale condivise la fine: assassinato anch’egli, solo pochi mesi dopo averlo pronunciato) alla Kansas University. Continua a leggere

Mr. B. e la corruzione differita

E' lui o non è lui Mr. B. ?

E' lui o non è lui Mr. B. ?

L’avvocato Donald David Mackenzie Mills, britannico, marito dell’ex ministro della cultura (in carica ai tempi in cui faccio riferimento, poi costretta alle dimissioni) del governo Blair dal 2001 al 2007, è diventato un personaggio molto popolare anche nel nostro Paese a partire dalla fine del 2005, quando vennero rese pubbliche le indagini relative alla sua presunta corruzione quale testimone chiave in due processi a carico del Premier. Nel febbraio del 1998, infatti, pare che Berlusconi abbia pagato almeno 600mila dollari a Mills, tramite il manager (ora defunto) Carlo Bernasconi, in cambio di una testimonianza già resa e una ancora da fornire, che egli stesso definisce quantomeno reticenti e piene di omissioni. La prima risalente al ’97 nell’ambito di un processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e ad un finanziamento di 10 miliardi di lire dalla società All Iberian (proprietà di Berlusconi) a Bettino Craxi; la seconda al processo All Iberian, in relazione al metodo che pare avesse Fininvest per gonfiare i diritti televisivi attraverso passaggi di proprietà tra società dello stesso proprietario a prezzi sempre maggiori, in modo da frodare il fisco (reato per cui è in corso un altro processo, sempre a carico del nostro Presidente del Consiglio).

Quando il fisco inglese scoprì che Mills non aveva mai pagato le tasse su quei 600mila dollari, e gliene chiese la provenienza, lui scrisse una lettera al suo commercialista, spiegandogli a grandi linee la situazione e chiedendogli lumi sul da farsi. Ma ahimè in Inghilterra la frode fiscale viene trattata in un modo che a noi potrebbe sembrare paradossale: infatti è lo stesso commercialista a denunciare Mills al National Criminal Intelligence Service (NCIS, ma non quello dei telefilm: è l’antiriciclaggio britannico). A questo punto anche la procura di Milano viene a sapere Continua a leggere

I kamikaze di Fukushima

Centrale di FukushimaNegli ultimi giorni ci siamo dimenticati della Libia, della Tunisia, dell’Egitto, e che ad un tiro di schioppo da casa nostra c’è una lunga fila di Paesi (non solo i citati, ma tutta la fascia che va dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso) sull’orlo della guerra civile. Non che prima fossimo particolarmente in pensiero per le loro sorti, dato che la principale peroccupazione era la possibilità che qualche centinaio di rifugiati sbarcasse sulle nostre coste, ma per lo meno se ne parlava.

Da qualche giorno a questa parte, invece, abbiamo dimenticato anche la terribile “minaccia di un’invasione di immigrati” dal Maghreb (cito testualmente Gheddafi, manco fossero conquistadores, poveretti) perchè notizie più preoccupanti ci arrivano da oriente.

E non parlo del terremoto di magnitudo 9 (in realtà seguito da un altro di magnitudo 8.8) che ha fatto poche decine di morti, quando da noi a fronte di una intensità mille volte inferiore hanno perso la vita più di 300 Aquilani. Non parlo nemmeno della serie di tsunami che sono seguiti, e che tra morti e dispersi si sono portati via undicimila persone. Dopo un paio di giorni di commozione, sono cose che passano e se ne vanno. Chi si ricorda più di Haiti, per esempio? Quanti giorni sono passati prima che i 230000 morti provocati dallo tsunami nel sud-est asiatico nel 2004 sparissero dalle pagine dei giornali?

E’ naturale: se la cosa non ci tocca da vicino, difficilmente ne sentiremo parlare a lungo. Tuttavia stavolta credo che almeno fino al referendum del 12 giugno l’interesse rimarrà piuttosto alto su una cosa: gli incidenti alle centrali nucleari giapponesi colpite dallo tsunami. Continua a leggere

Do the evolution

Evoluzione di uomo e donna

Evoluzione di uomo e donna

Fin dalla preistoria, la scelta del partner per l’accoppiamento è sempre stata ad appannaggio della donna. Sono sempre state le donne, quindi, ad indirizzare l’evoluzione genetica attraverso i parametri di scelta del compagno. Non è quindi merito della selezione naturale se l’umanità ha raggiunto i traguardi che sappiamo, ma della selezione femminile.

Le donne, generazione dopo generazione, hanno privilegiato la forza fisica, la salute e la capacità di risolvere i problemi, di migliorare le condizioni di vita, di cacciare e di provvedere per la propria tribù. In una parola, l’intelligenza.

Grazie a queste scelte, il genere umano, generazione dopo generazione, ha guadagnato geneticamente in questa caratteristica, allo stesso modo in cui le specie ominidi con maggiori capacità cognitive hanno portato all’estinzione quelle meno progredite. E’ stata la selezione femminile a trasformare attraverso i millenni una scimmia particolarmente sveglia nella razza che ha nel palmo della propria mano il destino della vita di questo pianeta. Continua a leggere

Bellini mimosa per tutte!!

Perché il sole non splenda nell’altra metà del cielo soltanto un giorno all’anno,

perché l’uguaglianza sia soprattutto rispetto della diversità che ci completa,

perché da ogni conflitto nasca una più profonda conoscenza di ciò che ci unisce,

e per molto altro ancora… Buona festa della Donna a tutte.

Lettera aperta all’On. Ignazio La Russa (diciamolo)

Onorevole La Russa,

vorrei chiedere scusa a lei e ai suoi colleghi parlamentari perché in quanto studente mi sento in dovere di prendere le distanze da quanto è avvenuto il 14 dicembre durante le manifestazioni contro il Governo, a Roma. Vorrei poter chiedere scusa a tutta l’Italia per quanto avvenuto, e anche se non ero presente mi sento corresponsabile a causa della rabbia che anch’io provo nei confronti di chi viene legittimato da un voto di fiducia a prendere decisioni sulla mia vita -che io non condivido- senza prendersi il disturbo di ascoltare cosa ne penso, anzi ignorando quella che è una protesta trasversale (io ad esempio non sono mai stato di sinistra, ma non posso certo identificarmi con quello che voi chiamate “centrodestra”).

Vorrei chiedere scusa, e condanno i comportamenti di coloro i quali hanno danneggiato cose e soprattutto ferito persone che erano lì per fare il loro mestiere;  persone che sicuramente avrebbero preferito essere altrove, alcune delle quali probabilmente avrebbero ingrossato le fila della protesta, se avessero potuto (ma non certamente in modo violento). In quanto studente mi vergogno di appartenere alla stessa categoria di quelli che cavalcando l’onda hanno compiuto atti indegni e criminali. Continua a leggere

Dimissionari e dimissionati

Berlusconi vs FiniVogliono fare il gruppo? Facciano quello che vogliono, sono fuori dal partito”, sono state le parole rivolte ai finiani da Berlusconi durante il vertice del Pdl. Per poi rincarare in conferenza stampa: “Non sono più disposto ad accettare il dissenso, un vero partito nel partito. Viene meno la fiducia nel ruolo di garanzia del presidente della Camera.”

Cosa sarà mai successo da scatenare le ire del nostro presidente del Consiglio nei riguardi della terza carica dello Stato? E soprattutto: cosa vorrà dire “viene meno la fiducia nel ruolo di garanzia del presidente della Camera?” Non si vota la fiducia sui presidenti di Camera e Senato. La fiducia si vota sul Governo. Berlusconi non ha nessun potere sulla carica istituzionale di Fini. Si ha quasi l’impressione che però il buon Silvio voglia avere potere su tutto e tutti…

Ma andiamo per ordine, e facciamo un po’ di storia. Continua a leggere