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I nuovi mostri e i vecchi eroi.

Marcello Dell'Utri7 luglio 1974Vittorio Mangano viene assunto come stalliere alla villa di Arcore, dopo che Marcello Dell’Utri lo presenta a Berlusconi. Ha già precedenti per truffa, assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione.

1976Mangano viene allontanato da Arcore; Berlusconi si trasferisce con la famiglia prima in Svizzera e poi in Spagna.

28 novembre 1986 – Esplode una bomba nella villa di Berlusconi in via Rovani. Silvio telefona a Dell’Utri accusando Mangano, che in realtà si trovava in carcere.

12 marzo 1992 – Omicidio di Salvo Lima, politico DC sospettato di rapporti con mafiosi. Il primo politico di spicco ucciso dalla mafia.

23 maggio 1992Strage di Capaci. Muoiono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i 3 agenti della scorta.

19 luglio 1992Strage di via d’Amelio. Muoiono Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta per un’autobomba. Il Comune di Palermo non aveva dato il permesso di rimuovere i veicoli parcheggiati davanti alla casa della madre di Borsellino, anche se si sapeva che un carico di esplosivi era arrivato a Palermo per essere usato contro il magistrato.

14 maggio 1993 – Fallito (forse volutamente) attentato a Maurizio Costanzo. Il giorno dopo viene revocato il regime 41bis di “carcere duro” a 140 detenuti mafiosi.

27 maggio 1993Strage di via dei Georgofili, a Firenze. 5 vittime.

27 luglio 1993Strage di via Palestro, a Milano. 5 vittime.

4 e 6 novembre 1993 – Il Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Conso non proroga il regime 41bis ad altri 140 detenuti. Concludendo così la presunta trattativa tra Stato e Mafia, che mirava a fermare le uccisioni eccellenti (e spostare dapprima l’obiettivo sui civili, fino a fermare del tutto gli attentati).

19 gennaio 1994 – Nasce Forza Italia. Tra i fondatori, assieme a Silvio Berlusconi, anche Marcello Dell’Utri.

20 marzo 1994Silvio Berlusconi, in un’intervista al Corriere della Sera, sostiene che “rapporti con la mafia ne ho avuti una volta soltanto, vent’anni fa, quando tentarono di rapire mio figlio Piersilvio, che allora aveva 5 anni: portai la mia famiglia in Spagna, e vissero lì molti mesi” e, in riferimento specifico a Mangano, aggiunse che “è lo stesso uomo che licenziammo non appena scoprimmo che si stava adoperando per organizzare il rapimento di un mio ospite, il principe di Santagata. E fu poco dopo che venne scoperto anche il tentativo di rapire mio figlio“.

1999Marcello Dell’Utri patteggia 2 anni e 3 mesi di reclusione per frode fiscale e false fatture.

19 luglio 2000Mangano viene condannato in primo grado all’ergastolo per duplice omicidio. Pochi giorni dopo muore di tumore mentre è agli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti ed estorsione.

11 dicembre 2004Marcello Dell’Utri viene condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

25 luglio 2005 – “Riforma Castelli” proposta dal Governo Berlusconi, che taglia fuori Gian Carlo Caselli (favorito per la nomina) dalla corsa come Procuratore Nazionale Antimafia

11 ottobre 2005 – Pietro Grasso viene nominato Procuratore Nazionale Antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna che lascia nel 2005 per sopraggiunti limiti di età.

8 Febbraio 2007Letizia Moratti, sindaco di Milano del centrodestra, nomina Marcello Dell’Utri direttore artistico del Teatro Lirico.

21 giugno 2007 – La Corte Costituzionale boccia come anticostituzionale la norma che aveva bloccato la candidatura di Caselli per la Procura Nazionale Antimafia.

8 aprile 2008Marcello Dell’Utri definisce Vittorio ManganoA suo modo un eroe“. Il giorno seguente, Silvio Berlusconi conferma: “Su Vittorio Mangano ha detto bene Dell’Utri: quando era in carcere ed era malato, i PM gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa e lui eroicamente non inventò mai nulla su di me, i pm lo lasciarono andare a casa solo il giorno prima della sua morte. Mangano era una persona che con noi si è comportata benissimo, stava con noi e accompagnava anche i miei figli a scuola. Poi ha avuto delle disavventure che lo hanno portato nelle mani di una organizzazione criminale, ma non mi risulta che ci siano sentenze definitive nei suoi confronti. Poi quando era in carcere fu aggredito da un male che lo fece gonfiare in maniera spropositata. Quindi bene dice Dell’Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere“. 

10 febbraio 2010Dell’Utri, in un’intervista, afferma di usare la politica per potersi difendere dai suoi guai giudiziari. Ribadisce inoltre che non si dimetterebbe nemmeno a seguito di una condanna in appello.

26 maggio 2010Pietro Grasso, sulle bombe del ’92 e ’93, sostiene che “Cosa nostra, attraverso queste azioni criminali ha inteso agevolare l’avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste“. Il senatore Gaetano Quagliariello (PdL), il giorno dopo, ha commentato giudicando quelle di Grassoricostruzioni e scenari suscettibili di interpretazioni irricevibili di cui stupirsi sarebbe ingenuo e, con tutto il rispetto, anche un po’ ipocrita“: infatti da tempo il “pentitismo che dagli ’90 ai nostri giorni, e in particolare sulla via d’Amelio, ha alimentato i teoremi (…) mediatico-politici-giudiziari già ampiamente abusati“.

5 ottobre 2011 – Condannato all’ergastolo Brancaccio Tagliavia per la strage di Via dei Georgofili, a Firenze. Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate il marzo successivo, si legge che “Una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia“.

12 maggio 2012Pietro Grasso dichiara: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia”, aggiungendo “Un magistrato non deve far conoscere le sue perferenze politiche” e, parlando di Ingroia: “Fa politica utilizzando la sua funzione: è sbagliato.

17 luglio 2012 – Il procuratore di Palermo Francesco Messineo, interrogato alla Camera, afferma che la trattativa tra lo Stato e la mafia “c’è stata ed è stata reale“. 

24 luglio 2012 – la procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio per 12 persone, tra cui Marcello Dell’Utri, accusato di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato a proposito della trattativa tra Stato e mafia. Richiesta poi accolta il 10 gennaio 2013

27 dicembre 2012Pietro Grasso presenta richiesta di aspettativa per motivi elettorali al CSM. Il giorno successivo dichiara che intende candidarsi nelle liste del Partito Democratico. 

8 gennaio 2013 – La direzione nazionale del PD candida Pietro Grasso al Senato della Repubblica Italiana come capolista della lista PD nella regione Lazio, dove verrà eletto. 

19 gennaio 2013Marcello Dell’Utri, già tagliato dalla lista dei candidati del PdL in quanto considerato “impresentabile“, dichiara di volersi ritirare dalla scena politica in vista delle nuove Elezioni politiche di febbraio. Infatti se fosse condannato per mafia a Palermo, lo “scudo” parlamentare non gli eviterebbe comunque il carcere. Pietro Grasso

16 marzo 2013Pietro Grasso viene eletto, al ballottaggio, Presidente del Senato con 137 voti, contro i 117 di Renato Schifani (PdL). 

25 marzo 2013 – La Corte d’Appello condanna Marcello Dell’Utri a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

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Mr. B. e la corruzione differita

E' lui o non è lui Mr. B. ?

E' lui o non è lui Mr. B. ?

L’avvocato Donald David Mackenzie Mills, britannico, marito dell’ex ministro della cultura (in carica ai tempi in cui faccio riferimento, poi costretta alle dimissioni) del governo Blair dal 2001 al 2007, è diventato un personaggio molto popolare anche nel nostro Paese a partire dalla fine del 2005, quando vennero rese pubbliche le indagini relative alla sua presunta corruzione quale testimone chiave in due processi a carico del Premier. Nel febbraio del 1998, infatti, pare che Berlusconi abbia pagato almeno 600mila dollari a Mills, tramite il manager (ora defunto) Carlo Bernasconi, in cambio di una testimonianza già resa e una ancora da fornire, che egli stesso definisce quantomeno reticenti e piene di omissioni. La prima risalente al ’97 nell’ambito di un processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e ad un finanziamento di 10 miliardi di lire dalla società All Iberian (proprietà di Berlusconi) a Bettino Craxi; la seconda al processo All Iberian, in relazione al metodo che pare avesse Fininvest per gonfiare i diritti televisivi attraverso passaggi di proprietà tra società dello stesso proprietario a prezzi sempre maggiori, in modo da frodare il fisco (reato per cui è in corso un altro processo, sempre a carico del nostro Presidente del Consiglio).

Quando il fisco inglese scoprì che Mills non aveva mai pagato le tasse su quei 600mila dollari, e gliene chiese la provenienza, lui scrisse una lettera al suo commercialista, spiegandogli a grandi linee la situazione e chiedendogli lumi sul da farsi. Ma ahimè in Inghilterra la frode fiscale viene trattata in un modo che a noi potrebbe sembrare paradossale: infatti è lo stesso commercialista a denunciare Mills al National Criminal Intelligence Service (NCIS, ma non quello dei telefilm: è l’antiriciclaggio britannico). A questo punto anche la procura di Milano viene a sapere Continua a leggere

Dimissionari e dimissionati

Berlusconi vs FiniVogliono fare il gruppo? Facciano quello che vogliono, sono fuori dal partito”, sono state le parole rivolte ai finiani da Berlusconi durante il vertice del Pdl. Per poi rincarare in conferenza stampa: “Non sono più disposto ad accettare il dissenso, un vero partito nel partito. Viene meno la fiducia nel ruolo di garanzia del presidente della Camera.”

Cosa sarà mai successo da scatenare le ire del nostro presidente del Consiglio nei riguardi della terza carica dello Stato? E soprattutto: cosa vorrà dire “viene meno la fiducia nel ruolo di garanzia del presidente della Camera?” Non si vota la fiducia sui presidenti di Camera e Senato. La fiducia si vota sul Governo. Berlusconi non ha nessun potere sulla carica istituzionale di Fini. Si ha quasi l’impressione che però il buon Silvio voglia avere potere su tutto e tutti…

Ma andiamo per ordine, e facciamo un po’ di storia. Continua a leggere

Il troppo stroppia

Esiste un “troppo” per i diritti civili? Ci può essere troppa uguaglianza? Ci può essere troppa giustizia? Ci può essere troppa libertà?

Suona un po’ come la scusa più ridicola per mollare qualcuno: ti amo troppo.

Eppure, il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni ha dichiarato che in Italia c’è troppa libertà di stampa. Così tanta che siamo finiti al 72° posto nel mondo, con i dati del 2009. Se passano gli ultimi ddl (ad esempio quello che costringe i blog come questo a smentite o rettifiche entro 48ore dalla richiesta, rischiando una multa fino a 12mila euro per inadempienza) dovremmo perderne ancora qualcuno.

Direi che la frase si commenta da sola. Abbiamo troppi diritti. Dovremmo rinunciare a qualcuno perchè come ben sappiamo è più facile vivere quando per la tua sicurezza la gente muore in carcere senza responsabilità esterne (e non uno ogni tanto, ma più di 20 solo quest’anno). E’ più bello vivere in un Paese in cui il diritto di passeggiare per la strada coincide con il diritto di essere manganellato dalla polizia. Vuoi mettere il gusto di vivere in un Paese in cui ti tocca farti salassare pur di avere il tuo stipendio, facendo contemporaneamente lo sciopero della fame, e vieni cagato solo quando finalmente schiatti e passi pure per un’idiota con manie di protagonismo? Una ridente nazione i cui governanti disertano in massa i funerali di una donna che ha dato la propria vita per riconoscere un diritto, ma non esitano a mostrare il loro sorriso stranamente orizzontale accanto alla sofferente vedova per l’ultimo saluto ad un grande dello spettacolo.

Troppa gente può dire la sua, troppe persone cercano di far venire a galla la verità. Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue (cit.) ma dalle nostre parti le opinioni nascono dalle palle che ti raccontano, e quindi sarebbe meglio se avessimo tutti la stessa. Tanto per non contraddire chi ci rappresenta politicamente,  e magari fargli fare brutta figura.

Promesse mantenute

Berlusconi e La Russa

Berlusconi e La Russa

Berlusconi: “Gli uomini di Fini? Me li compro tutti”

E Berlusconi regala un suv a La Russa
“Sapevo che stava per acquistarne uno…”

Almeno questa promessa l’ha mantenuta…